• Infoline: +39.035.244201

Mese: Ottobre 2018

Approvata alla Camera la riforma della class action. La parola passa ora al Senato

Il 3 ottobre scorso è stato approvato dalla Camera dei Deputati il disegno di legge di modifica delle azioni di classe.

Il  disegno di legge intende introdurre le norme sulla class action all’interno del codice di procedura civile  e pertanto, se sarà approvato, tale azione potrà essere iniziata anche da soggetti che non rientrino nella categoria dei consumatori.

Tre sono le fasi della procedura: ammissibilità, decisione sul merito, liquidazione delle somme.  Prevista l’azionabilità della responsabilità extracontrattuale oltre che della responsabilità contrattuale.  Introdotta l’adesione successiva alla sentenza e la quota lite per il rappresentante degli aderenti e per l’avvocato difensore. Competenza trasferita ai Tribunali delle Imprese.

Per seguire l’iter al Senato cliccare qui

Testo del disegno di legge

Sentenza di appello di riforma di quella di primo grado – Conseguenti obblighi restitutori – Espressa statuizione di condanna alla restituzione – Necessità – Formulazione di tale domanda in appello o in separato giudizio – Ammissibilità – Eccezione di giudicato esterno – Opponibilità – Esclusione – Fondamento.

La sentenza d’appello che, in riforma quella di primo grado, faccia sorgere il diritto alla restituzione degli importi pagati in esecuzione di questa, non costituisce, in mancanza di un’espressa statuizione di condanna alla ripetizione di dette somme, titolo esecutivo, occorrendo all’uopo che il “solvens” formuli in sede di gravame – per evidenti ragioni di economia processuale ed analogamente a quanto disposto dagli artt. 96, comma 2 e 402, comma 1, c.p.c. – un’apposita domanda in tal senso, ovvero attivi un autonomo giudizio, tenendo conto che, ove si determini in quest’ultimo senso, non gli sarà opponibile il giudicato derivante dalla mancata impugnazione della sentenza per omessa pronuncia, perché la rinuncia implicita alla domanda di cui all’art. 346 c.p.c. ha valore processuale e non anche sostanziale.

Corte di Cassazione Sez. 3, Ordinanza n. 18062 del 10/07/2018