Come la giurisprudenza distingue tra rischio ineliminabile e negligenza nella gestione delle vie aeree o nel monitoraggio post-operatorio.
La giurisprudenza di legittimità (Cass. Civ., Sez. III, e Cass. Pen., Sez. IV) opera una rigida demarcazione tra il rischio ineliminabile (evento infausto imprevedibile/incurabile, c.d. “complicanza non imputabile”) e la responsabilità professionale dell’anestesista per colpa (perizia, prudenza, diligenza qualificata ex art. 1176, co. 2, c.c.).
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In virtù del riparto dell’onere probatorio (art. 1218 c.c. e principi consolidati da Cass. S.U. n. 13533/2001 e n. 577/2008), al paziente spetta provare il nesso causale tra la condotta e il danno, mentre grava sulla struttura/medico l’onere di dimostrare l’esatto adempimento o che l’impossibilità della prestazione è derivata da causa a sé non imputabile, ossia da un evento imprevedibile e inevitabile.
Studio Legale Ponzo
1. Gestione delle Vie Aeree: Rischio vs. Negligenza
La pervietà delle vie aeree rappresenta l’obbligazione di mezzo ad elevatissima specializzazione dell’anestesista.
| Ambito | Rischio Ineliminabile (Complicanza) | Negligenza / Imperizia (Responsabilità) |
|---|---|---|
| Intubazione Difficile | Anatomia alterata non prevedibile neppure con un accurato screening pre-operatorio (Mallampati, distanza tiro-mentoniera, mobilità cervicale); la lesione o il broncospasmo si verificano nonostante la corretta esecuzione delle manovre. | Omessa valutazione pre-operatoria delle vie aeree; insistenza cieca nei tentativi di intubazione traumatica anziché attuare tempestivamente il protocollo di Cannot Ventilate, Cannot Intubate (CVCI) o il ricorso ai presidi sovraglottici / intubazione in fibrobroncoscopia. |
| Estubazione (Extubation failure) | Laringospasmo riflesso violento ed estemporaneo all’estubazione, insorto anche in assenza di fattori di rischio e trattato immediatamente secondo protocollo. | Estubazione precoce in paziente non completamente curarizzato/sveglio, assenza di pre-ossigenazione, o intempestività nel ripristinare la via aerea in presenza di desaturazione. |
| Aspirazione (Sindrome di Mendelson) | Ingestione/Aspirazione massiva in chirurgia d’urgenza (paziente a stomaco pieno) non stabilizzabile nonostante l’adozione della manovra di Sellick o sequenza rapida (RSI). | Mancata adozione della sequenza d’induzione rapida in interventi d’urgenza o mancato rispetto dei tempi di digiuno nell’elezione. |
Il principio guida: Il concetto di “complicanza” non costituisce una discriminante autonoma: affinché l’anestesista vada esente da responsabilità per una lesione delle vie aeree o un danno ipossico, deve provare che l’evento era imprevedibile ed inevitabile anche applicando le Linee Guida accregate (SIAARTI) o le buone pratiche clinico-assistenziali (art. 590-sexies c.p. / art. 5 Legge Gelli-Bianco).
Lefebvre Giuffrè
2. Monitoraggio Post-Operatorio e Fase di Risveglio
Nelle fasi di emergenza dall’anestesia (recovery room / sala di risveglio e rientro in reparto), la giurisprudenza applica con severità la distinzione delle posizioni di garanzia tra anestesista e personale infermieristico.
- Competenza e Sorveglianza dell’Anestesista: L’anestesista mantiene la posizione di garanzia sul paziente per tutta la durata del risveglio clinico. Risponde di negligenza laddove:
- Deleghi la fase del risveglio o il monitoraggio dei parametri vitali a personale infermieristico senza aver prima accertato lo svezzamento completo dai farmaci anestetici e la stabilizzazione dei riflessi di protezione (deglutizione, tosse). Nurse24.it
- Ometta la prescrizione dei parametri di monitoraggio continui da rilevare nella fase post-operatoria (saturazione, ECG, Pressione).
- Ometta di intervenire tempestivamente a fronte di allarmi strumentali o variazioni dei parametri riportati nel diario clinico/anestesiologico.
- Passaggio di Consegna (Handover): La Cassazione considera l’abbandono precoce del paziente o il carente passaggio di informazioni tra anestesista, chirurgo e reparto di degenza come condotta omissiva di per sé idonea a fondare il nesso causale con l’eventuale arresto cardio-respiratorio o danno anossico cerebrale tardivo. Studio Cataldi
- Confine del Rischio: Può qualificarsi come rischio ineliminabile solo la complicanza acuta (es. embolia polmonare fulminea, aritmia letale improvvisa in soggetto privo di cardiopatia) che si manifesta nonostante un monitoraggio strumentale continuo, corretto ed effettivamente presidiato.