Esaminiamo la recente sentenza della Corte di Cassazione sulla responsabilità contrattuale della struttura sanitaria nei casi di Infezioni Correlate
Le Infezioni Correlate all’Assistenza (ICA) e le infezioni nosocomiali rappresentano uno dei temi più complessi nell’ambito della responsabilità sanitaria (ex art. 7 L. 24/2017 – c.d. Legge Gelli-Bianco).
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Il consolidato orientamento della Corte di Cassazione (Sezione III Civile) (confermato e precisato dalle pronunce fino al 2026, tra cui Cass. n. 6386/2023, Cass. n. 10758/2026 e Cass. n. 24916/2026) chiarisce le regole di riparto dell’onere probatorio tra paziente e struttura, evitando sia automatismi risarcitori sia lacune di tutela.
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1. La Natura della Responsabilità della Struttura Sanitaria
La struttura sanitaria risponde a titolo di responsabilità contrattuale (ex art. 1218 c.c.) sulla base del contratto di spedalità. Tuttavia, la Cassazione ha ribadito che la responsabilità dell’ospedale non è una responsabilità oggettiva. Il risarcimento richiede l’accertamento della colpa dell’ente sotto il profilo dell’omessa o inadeguata prevenzione del rischio infettivo.
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2. Il Riparto dell’Onere della Prova
La giurisprudenza articola il giudizio su due livelli ben distinti:
A) L’Onere che Grava sul Paziente (o i suoi Eredi)
Per attivare la tutela risarcitoria, l’attore deve provare:
- L’Inadempimento/Ingresso esente: Dimostrare che al momento dell’accesso in struttura (o prima dell’intervento/manovra invasiva) non era affetto dall’infezione o non presentava segni di colonizzazione da quel determinato patogeno. Osservatorio ICA Italia
- Il Nesso Causale Materiale: Dimostrare la riconducibilità diretta o l’alta probabilità logica (“più probabile che non”) che l’infezione sia stata contratta durante e a causa della degenza o del trattamento eseguito presso la struttura. Scuola Superiore Magistratura+ 1
- N.B.: La prova del nesso eziologico può essere fornita anche mediante presunzioni semplici (es. compatibilità del periodo di incubazione del germe, tipologia di batterio nosocomiale resistente ai comuni antibiotici, assenza di preesistenti focolai). Scuola Superiore Magistratura
B) La Prova Liberatoria a Carico della Struttura Sanitaria Scuola Superiore Magistratura
Una volta che il paziente ha provato il nesso di causa e l’insorgenza dell’infezione in ambito ospedaliero, l’onere probatorio si sposta interamente sulla clinica o ASL. Per liberarsi, la struttura deve dimostrare:
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- Prevenzione Generale: Di essersi dotata di protocolli, linee guida e procedure idonee per la sanificazione dei locali, la sterilizzazione dello strumentario chirurgico, il lavaggio delle mani, il ricambio d’aria e il monitoraggio epidemiologico del Comitato per le Infezioni Ospedaliere (CIO). SIAF Community+ 1
- Prevenzione Particolare e Concreta: Non è sufficiente la mera esibizione dei “manuali di procedura” o astratte delibere interne. La struttura deve fornire prova concreta dell’effettiva ed esatta applicazione di tali protocolli nel caso specifico del paziente (es. registro di sterilizzazione degli ferri impiegati in quella seduta, profilassi antibiotica perioperatoria documentata, verbali delle pulizie del blocco operatorio). Scuola Superiore Magistratura+ 1
- Causa Imprevedibile ed Inevitabile: Provare che l’evento infettivo sia dipeso da una causa del tutto estranea e non superabile nemmeno con la diligenza massima richiesta dalle leges artis. Scuola Superiore Magistratura+ 1
3. Come Tutelare al Meglio il Paziente: Passaggi Operativi
Per impostare correttamente una richiesta di risarcimento danni da ICA o un’eventuale azione legale, è fondamentale seguire questi passi:
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- Richiesta Tempestiva e Integrale della Documentazione Clinica:
- Cartella clinica completa (comprensiva di scheda infermieristica, registro di sala operatoria, scheda di anestesia). Studio Legale Carnevali Grimaldi a Roma
- Risultati degli esami ematochimici e dei cartellini colturali/antibiogrammi con esplicita indicazione del ceppo batterico isolato (es. Staphylococcus aureus, Klebsiella pneumoniae, Pseudomonas aeruginosa). Studio Legale Carnevali Grimaldi a Roma
- Schede di dimissione ed eventuali lettere di trasferimento tra reparti o strutture.
- Perizia Medico-Legale e Infettivologica:
- La CTU preventiva o la consulenza di parte deve valutare la datazione dell’infezione rispetto ai tempi di incubazione, la natura “ospedaliera” del patogeno (es. ceppi Multi-Drug Resistant / MDR) e la correlazione con le manovre invasive subite (cateteri, intubazione, ferite chirurgiche). Scuola Superiore Magistratura
- Verifica della Tenuta della Cartella Clinica:
- L’eventuale incompletezza della cartella clinica in merito alla prevenzione (es. mancata annotazione della profilassi o dei cambi di medicazione) gioca a favore del paziente: per consolidata giurisprudenza, l’omessa o incompleta tenuta della documentazione non può andare a danno del danneggiato. Studio Legale Carnevali Grimaldi a Roma
- Procedura Adr (Accertamento Tecnico Preventivo o Mediazione):
- Ex art. 8 L. 24/2017, la proposizione del ricorso per ATP ex art. 696-bis c.p.c. (o la mediazione civile) costituisce condizione di procedibilità e consente di accertare subito in sede peritale la presenza e l’effettivo rispetto delle misure contenitive da parte della struttura sanitaria.