Aggiornamenti Giuridici del 27/04/2026
Ecco le principali novità selezionate oggi:
- La Legge per Tutti: Condominio: legittimo il distacco di riscaldamento al moroso
Commento alla notizia:
Notizia interessante perché chiarisce un punto spesso frainteso: in caso di morosità protratta oltre sei mesi, l’amministratore può sospendere i servizi comuni “a godimento separato” (come riscaldamento e acqua calda) al condomino inadempiente, ai sensi dell’art. 63, comma 3, disp. att. c.c.
Il Tribunale di Venezia (ord. 1° ottobre 2025, n. 17330) ribadisce che il diritto alla salute (art. 32 Cost.) non può trasformarsi in uno “scudo” per far ricadere sui condòmini in regola i costi di chi non paga: la tutela dell’interesse collettivo e della sostenibilità economica del condominio prevale, anche per evitare che il fornitore interrompa il servizio all’intero stabile.
Resta fondamentale, però, che la misura sia proporzionata e correttamente eseguita, con debito certo e documentato e, se necessario, con autorizzazione all’accesso per l’intervento tecnico (spese a carico del moroso).
- Cassazione.net: Avvocati pagati al rimpatrio dello straniero?
Commento:
Tema delicato: la domanda “avvocati pagati al rimpatrio dello straniero?” va letta con attenzione, perché rischia di generare equivoci. In linea generale, il compenso del difensore non può essere condizionato all’esito (qui: il rimpatrio), soprattutto quando ciò finisce per incidere su indipendenza, correttezza e trasparenza del mandato professionale.
Il punto non è “se l’avvocato debba essere pagato” (il lavoro professionale va retribuito), ma come: accordi chiari, preventivo/parametri, e soprattutto assenza di meccanismi che trasformino la prestazione in una promessa di risultato su procedimenti amministrativi/giudiziari che dipendono da autorità terze.
In pratica: chi assiste uno straniero (o la sua famiglia/datore di lavoro) dovrebbe pretendere patti scritti, voci di costo comprensibili e documentazione delle attività svolte, distinguendo tra consulenza, ricorsi, istanze e attività di interlocuzione con la PA.
- Diritto Pratico: Notifica pignoramento presso terzi post riforma Cartabia
Commento:
Sul pignoramento presso terzi, dopo la riforma Cartabia, la parola chiave è precisione: la notifica non è un passaggio “formale”, ma l’innesco dell’esecuzione e quindi il punto in cui si concentrano termini, oneri di prova e possibili eccezioni.
Per il creditore significa: impostare l’atto e le notifiche in modo da evitare contestazioni (destinatari corretti, modalità, prova della ricezione), perché un errore qui può tradursi in ritardi o addirittura in inefficacia dell’azione. Per debitore e terzo, invece, vuol dire controllare subito regolarità della notifica e contenuti, perché molte difese utili sono legate a scadenze strette.
In sintesi: nell’esecuzione “vince” chi arriva preparato, con documenti e tempistiche sotto controllo. Se hai un caso concreto (credito, banca/datore di lavoro/cliente come terzo), vale la pena impostare la strategia prima di muovere il primo passo.
💡 Il mio commento:
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Avv. Stefano Pedone